Un investimento senza tempo

Oro Fisico

 Moneta e investimento di sempre

La storia dell’oro si intreccia a quella dell’uomo fin dagli albori, tanto che volendo tralasciare le tradizioni mitologiche e religiose, i dati precisi di questo lungo cammino si perdono nella notte dei tempi.

Si calcola che l’uomo abbia iniziato ad estrarre l’oro, con metodi chiaramente molto diversi, circa 6000 anni fa e che, fino ad oggi, ne siano stati recuperate circa 170.000 tonnellate. Tutto l’oro del mondo, di tutte le epoche, sarebbe appena sufficiente a costruire un cubo di 17 metri di lato (meno del volume d’acqua contenuto in 4 piscine olimpioniche).La rarità di questo metallo, ne fa da sempre oggetto di desiderio. In suo nome si sono combattute guerre sanguinose e al suo splendore sono stati consacrati interi regni.

Se originariamente il ruolo dell’oro fu limitato a quello di buon materiale (la sua proverbiale morbidezza lo rende di semplice lavorazione), non ci volle molto perché l’uomo ne riconoscesse il valore intrinseco e il ruolo di riserva di valore.Già nel mondo antico la potenza data dal possesso dell’oro caratterizzava e distingueva quella che allora era la civiltà.

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Il ruolo economico e finanziario dell’oro si scopre già attorno al IX secolo a.C., quando in Lidia iniziarono a circolare le prime forme di oro utilizzate a scopo commerciale, quale moneta, ma ben prima si hanno testimonianze dell’usanza di forgiare lingotti e dell’abitudine, da parte dei singoli governi, di marchiarli per attestarne peso e qualità.

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La forma del lingotto, oggi così importante nella nostra economia, viene quindi da molto lontano.

Siamo di fronte, quindi, ad un bene che ha una storia longeva, utilizzato da sempre come “ riserva monetaria ”. Esso ha svolto la funzione di denaro, perché portabile, divisibile ed indistruttibile, ma soprattutto perché facilmente riconoscibile ed accettabile come forma di pagamento.
Sia in tempi di crisi che in tempi di prosperità l’oro resiste. La ciclicità del mercato è un fatto storico ed appurato, ma l’oro riesce a mantenere il proprio valore nel tempo, a differenza di molte valute. L’oro è infatti acquistato per difendersi dai rischi di inflazione e dalla fluttuazione delle valute e anche perché molti investitori in tutto il mondo vedono l’oro fisico come il bene rifugio per eccellenza, asset importante e sicuro del loro portafoglio investimenti.
L’oro è uno tra i beni economici mondiali con alta liquidità. Può essere prontamente venduto in uno o più mercati in tutto il mondo.
Molti studi evidenziano come l’oro svolga un ruolo importante all’interno di portafogli ben bilanciati. Poiché denota un andamento a correlazione inversa rispetto alla maggior parte delle asset class (investimenti in azioni, obbligazioni, titoli di Stato, ecc.), l’oro riesce a ridurre il rischio del portafoglio e ad aumentare le performance complessive.

Acquistare barre d’oro, o quote di esse, è ancora oggi una delle soluzioni preferibili per diversificare il proprio portafoglio e mettere al riparo una parte di capitale. La facilità di trasporto, di stoccaggio, nonché il veloce disimpegno che porta immediata liquidità al bisogno, rende l’oro in lingotti, oggi come ieri, al vertice dell’ecosistema finanziario mondiale.

Infatti, solo l’oro presenta queste caratteristiche:

–  Mantiene nel tempo il suo valore;
–  Rappresenta alta liquidità;
–  Consente di diversificare il portafoglio;
–  Rappresenta il bene rifugio per eccellenza per la sua stabilità e la sua universalità: in ogni epoca è stato considerato un’assicurazione sul patrimonio e per lungo tempo è stato il riferimento delle monete nazionali e rappresenta il modo più sicuro per proteggere i propri risparmi.
–  Garantisce i debiti dei paesi industrializzati con il Fondo Monetario Internazionale (FMI);
–  Costituisce valuta e denaro per chiunque lo detiene;
–  Nei momenti di incertezza dei mercati finanziari internazionali dovuti a tensioni sociali, crisi economiche, guerre internazionali o disastri naturali, mantiene o aumenta il proprio valore;
–  E’ un investimento esente da IVA (Legge 7/2000);
–  E’ accettato in 196 Paesi al Mondo;
–  E’ un bene finito.

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In un momento di “crisi globale”, di “recessione”, di crisi di paesi vicini al default e di altri Stati che potrebbero seguirli a ruota, in assoluto, il risparmiatore si rende conto che i propri risparmi non rendono più niente se non sono addirittura in perdita.
R.Duncan, uno tra i più grandi esperti economisti al mondo, ha metaforicamente paragonato il sistema economico globale ad un “gommone” che negli ultimi anni ha iniziato ad imbarcare acqua da tutte le parti e solo attraverso l’iniezione di altra valuta riesce apparentemente a risollevarsi, ma fino a quando?

Va da sé che più “carta” viene stampata, più aumenta l’inflazione, salgono i prezzi delle materie prime e dei beni di consumo e di conseguenza diminuisce il nostro potere d’acquisto. Ecco svelato il vero motivo per cui l’oro continuerà ad aumentare: la rischiosa politica valutaria degli USA che, da quando hanno abbandonato la cosiddetta “parità aurea” ( Gold Standard ) nel 1971 sotto la presidenza Nixon, di fatto continuano ad emettere sul mercato dollari a fronte di niente se non la fiducia che il mondo intero ha o dovrebbe avere sulla solidità degli stessi USA.
Essendo quindi il dollaro una valuta teoricamente stampabile all’infinito (definita moneta flat, ovvero può essere creata in maniera arbitraria e in misura illimitata), l’oro continuerà ad aumentare il proprio prezzo nei confronti del dollaro, anche senza che si manifesti la tanto proclamata (da qualche economista!) iperinflazione.

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 In sintesi l’investimento in oro ci permette di resistere nei momenti di crisi, di inflazione e di fluttuazione, un’assicurazione unica contro il default o la svalutazione, purché posseduto fisicamente e soprattutto in piccola pezzatura.

“Scommettere contro l’oro è lo stesso che scommettere sui governi. Colui che scommette sui governi e sui soldi dei governi scommette contro 6000 anni della storia umana.”

 

Oro Fisico

 Moneta e investimento di oggi

 Gli analisti ritengono che l’oro ritorna sulla scena monetaria per svelare cosa ci riserva l’avvenire. Da qualche anno una corrente “aurea” fluisce da Occidente a Oriente. La Cina ne sta accumulando tante tonnellate che presto diventerà il maggiore detentore di riserve. Se si considera che l’oro viene acquistato regolarmente anche dall’India, Russia e Turchia, oggi il continente asiatico, ad esclusione del Giappone, rappresenta il 75% della domanda mondiale. Il fatto che metà del mondo lo stia rastrellandolo e che il paese più popolato ne incentivi l’acquisto fra i civili è forse un evento che si può ignorare? Le implicazioni geopolitiche sono incalcolabili. Perché questo appetito per il metallo giallo?

Si supponga di consolidare i bilanci dell’intero settore bancario globale: da una parte gli attivi, rappresentati tutti, oro escluso, da diritti di credito e dall’altra i passivi cioè i debiti. In caso di catastrofe finanziaria, l’insolvenza dei secondi annullerebbe il valore dei primi ad eccezione di uno solo: l’oro, l’unico attivo, nel consolidato, a sopravvivere alla bancarotta globale e a ristabilire la liquidità.

A differenza dei crediti che possono svanire perché coincidono con le passività di terzi insolventi, l’oro resta sempre in esistenza. Se questo si verificherà, domani, fra qualche anno o fra dieci anni, sarà la Cina a dettare le regole di un nuovo assetto monetario per esercitare una leadership simile a quella che ebbe l’Olanda nel XVIII secolo, l’Inghilterra nel XIX e gli USA fino al 1971, che si basarono tutte sul sistema aureo. Nel XX secolo il sistema monetario internazionale ha subito tre shock: nel 1914, nel 1939 e nel 1971, ogni volta che l’oro ne è stato rimosso.


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Ci sarebbe un solo modo per scongiurare la catastrofe: ricapitalizzare con l’oro tutto sistema bancario. Eppure quello occidentale continua a sopprimerne il prezzo per paura che i rialzi minino la fiducia nelle valute sulle quali è stato eretto il castello di carte dell’economia ( USA ed europea ). Ma truccando le carte non si scongiurerà una tempesta imminente perché, come si capirà nel prosieguo, il prezzo dell’oro non ha nulla a che fare con il suo valore, il valore dell’oro è invariato, sono le valute che vanno in default. Ad esempio, l’iniezione di Euro nel sistema bancario ha creato svalutazione della moneta europea rispetto al dollaro con pari incremento della quotazione dell’oro in euro. Chi ha acquistato oro ha quindi visto il suo capitale aureo incrementarsi. Cosa succederà se anche il governo USA farà lo stesso? Si precisa che negli ultimi 15 – 20 anni lo ha utilizzato ben 3 volte. L’economia USA e’ sull’orlo di una nuova pesante recessione e molti analisti credono che di poter nuovamente assistere al varo della quarta espansione monetaria. Il prezzo dell’oro salirebbe in maniera incontrollata, questa volta in dollari, con aumento su scala globale ( le quotazioni dell’oro sono in $ ).

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L’oro è il bene fisicamente meno scarso della terra. Ma non lo è economicamente, cioè in rapporto agli altri beni. Per ottenerlo bisogna cedere ricchezza in altra forma. Per produrlo, occorre capitale, lavoro e tecnologia che i proprietari di miniere sono disposti ad impiegare solo in cambio di altri beni e servizi. Non accade così per la moneta creditizia: il costo di produzione di uno, cento o un miliardo di euro o dollari è sempre lo stesso perché è una semplice registrazione contabile nel computer di una banca. Ma produrre una, cento, o migliaia di once richiede, al pari di ogni altra ricchezza, l’impiego proporzionale di fattori produttivi. L’oro è la ricchezza che va prodotta per essere permutata contro ogni altra ricchezza. Inoltre, è una merce il cui valore intrinseco non può mai essere a lungo né superiore né inferiore a quello del suo uso monetario. Se non lo fosse e ad esempio il valore del metallo risultasse superiore a quello della moneta coniata converrebbe fonderla per ricavarne il metallo di maggior valore. Se avvenisse il contrario, converrebbe vendere il metallo e coniare monete. Ma questi arbitraggi ristabilirebbero immediatamente l’equilibrio perché facendo l’una o l’altra cosa, per la legge della domanda e offerta, si ritornerebbe all’eguaglianza di valore fra i due beni. L’oro, pertanto, non può essere oggetto di bolle inflazionistiche che sono, per definizione la conseguenza di una quotazione esagerata di beni al di sopra del loro valore intrinseco.